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 CASI FANTASCIENTIFICI
giuseppeiannozzi ci scrive: "
Raymond F. Jones con Man of two worlds (Renaissance) ha scritto la bibbia della science fiction classica e moderna: l’opera di questo grande autore è un vero miracolo di sapienza narrativa, in esso ci sono così tante idee che se oggi venissero degnamente sviluppate dai moderni scrittori di fantascienza americana e non, forse si riuscirebbe a produrre qualcosa di interessante per il pubblico e la critica. Tuttavia la science fiction riconosce a Raymond F. Jones il suo genio, ma ho il serio dubbio che non l’abbia ancora compreso, comunque non del tutto, quindi si limita a esaltarne la grandezza ma non si preoccupa di andare oltre.


Il genio di Raymond F. Jones, non esito a dirlo ad alta voce, è nettamente superiore per forza stilistica, poetica e letteraria a quella di mostri sacri della fantascienza moderna e non come P. K. Dick, K. W. Jeter, Ursula Le Guin, Greg Bear, Ian Watson, Gregory Benford, ecc. Se questi autori sono (o sono stati) dei grandi lo devono a Raymond F. Jones che con L’uomo dei due mondi ha praticamente scritto tutti i grandi temi cari alla fantascienza.
R.F. Jones ha scritto un romanzo che è un autentica bibbia di idee, un romanzo di geniale fantasia non scevra di forti implicazioni morali, religiose, filosofiche e politiche: se P. K. Dick ha scritto allucinanti storie sui simulacri lo deve a F. Jones, se Jeter ha scritto ottimi romanzi sulla scia di Dick deve moltissimo a F. Jones, se Ursula Le Guin ha condotto la fantascienza nel territorio tabù della politica e dell’indagine sociale deve ringraziare sempre F. Jones, se Gregory Benford ha scritto fantascienza umanistica deve ancora una volta ringraziare F. Jones… Potrei continuare così all’infinito e non mi sembra il caso. La realtà incontrovertibile è che Raymond F. Jones ha creato quasi dal nulla la fantascienza moderna con una singola opera immortale, L’uomo dei due mondi: in questo romanzo l’intelligenza è così alta, divertente, blasfema, provocatoria, profetica, che ben difficilmente oggi un autore moderno di SF riuscirà anche solo a eguagliare. Insomma Man of two worlds di Raymond F. Jones sta alla fantascienza come la Divina Commedia di Dante sta alla nascita della cultura italiana. E non è poco davvero.
Un accenno alla trama, solo questo mi posso permettere, e anche così mi sembra di commettere un crimine nei confronti della genialità di F. Jones: nella terra di Kronweld, nessuno, prima del leggendario Igon, aveva osato sfidare la Landa dei Mille Fuochi, al di là della quale si ergeva l’inaccessibile Pinnacolo, che rappresentava la salvezza dell’umanità. Dopo mille tara la civiltà dei Ricercatori di Kronweld stava morendo: nessuno, dopo il leggendario Igon, aveva osato sfidare i misteri della Landa dei Mille Fuochi che tingeva di fiamme violette il cielo notturno della Città, né aveva cercato di penetrare il mistero della vita nella selvaggia Landa Oscura. Ma Ketan, un ricercatore, forse una sorta di reincarnazione di Igon, sfidando ogni falsità della Karildex, la perfetta macchina che integra la volontà di tutti i cittadini di Kronweld, si è opposto con ferma volontà al Consiglio dei Ricercatori. Ketan vuole scoprire il motivo per cui le nascite sul pianeta sono calate drasticamente: Ketan sa solo che tutte le nuove creature umane uscivano già mature dall’inaccessibile Tempio della Nascita situato sull’orlo del Confine che si erge come una muraglia di tenebre, e che è regno esclusivo delle Signore, sin dai tempi della Prima Donna. E Ketan nutre il serio sospetto che gli esseri non possono nascere da un tempio ed essere consegnati al mondo già maturi biologicamente e intellettualmente; Ketan, grazie alla sua perspicacia, intuisce che la nascita è tutt’altra cosa, non è una cosa divina, piuttosto è l’incontro di due esseri, l’unione del maschio alla femmina. Ma quando Ketan rende partecipe il Consiglio dei Ricercatori di questa sua intuizione (scoperta), subito viene tacciato di eresia e condannato. Per Ketan inizia un viaggio dantesco attraverso mille verità e mille falsità tutte intercambiabili. Ketan ha una visione ricorrente che è come un innesto nella sua memoria, nella sua coscienza di essere umano: l’immagine di un deserto pieno di onde di sabbia bianca e scarlatta, in mezzo al quale c’è un maestoso solitario edificio
dal quale una Voce chiama, e Ketan segue la Voce per scoprire la verità, o meglio le verità sulla nascita, sull’origine del mondo, sulla religione, sulla politica, sulle credenze, su il Tutto che è l’Universo.
L’uomo dei due mondi di Raymond F. Jones è un capolavoro assoluto al quale è impossibile dare un giudizio sereno senza peccare di presunzione critica: un lavoro come questo non meriterebbe un giudizio, una critica, molto più semplicemente andrebbe accettato come capolavoro, punto e basta. Grandissimo e superlativo, ed è sempre troppo poco. E’ il miglior romanzo di fantascienza che abbia mai letto, credetemi.

“Ho iniziato a scrivere sf come una specie di meccanismo psicologico di sopravvivenza per far fronte al future shock indotto dal vivere a Tokyo verso la fine degli anni ’60…” estratto di una intervista a Ian Watson per Ic.Spec.Uno
Ian Watson, autore inglese, negli anni 80 ha dato vita ad una vasta produzione fantascientifica: nel corso degli anni ha saputo crearsi un proprio stile narrativo perfettamente riconoscibile, poetico, romantico, quasi estremo.
Ian Watson incanta il lettore con storie che spaziano in vari generi: fantasy, hard sf, sf classica. Nato nel 1943 nel Nord dell’Inghilterra si iscrive ad Oxford e si sposa durante il secondo anno dei suoi corsi di studio; maturata la tesi nel 1965, dopo un lungo viaggio in Europa, si trasferisce in Tanzania ma dopo poco più di due anni decide di spostarsi a Tokyo, un paese che gli appare come la descrizione post apocalittica di molti romanzi di fantascienza, come ebbe a scrivere Ernesto Vegetti. Nel 1970 pubblica su New Worlds, una rivista giapponese, un importante articolo che getta le basi per definire alcune linee stilistiche e di contenuto di quello che sarà poi negli anni Ottanta il cyberpunk. Ritornato in Europa si è abbandonato alla vita provinciale del Northamptonshire entrando nel partito Laburista; oggi è una delle figure locali di maggiore spicco del laburismo provinciale. Le opere più importanti di Ian Watson sono: The Embedding (1973 – apparso in Italia nel 1979 con il titolo Il grande Anello), Cronomacchina molto lenta (pubblicato in Italia nel 1979), Il libro del fiume (1983), Il libro delle stelle (1984 – pubblicato in Italia nel 1988), L’ultima domanda (1996 – pubblicato in Italia nel 1997). Recentemente ha scritto il soggetto cinematografico di A.I. di Steven Spielberg, film assai discusso e criticato.
Michael Bishop, nato nel 1945, è uno dei maggiori scrittori inglesi di SF: fra i suoi romanzi di maggior successo è giusto ricordare almeno Il segreto degli Asadi (1979), Il tempo è il solo nemico (1982), L’alternativa (1992), Fragili stagioni (1994).
Il mistero dei Kyber, scritto a quattro mani, è la storia dell’equipaggio dell’astronave Heavensbridge che orbita intorno al pianeta Onogoro, un pianeta aspro, apparentemente inadatto alla vita, un mondo di una stella doppia. Una spedizione internazionale capitanata da HSI ha il compito di indagare sul pianeta: Andrik Norn, xenologo e Keiko, linguista, sono i principali personaggi del romanzo. Una volta giunti su Onogoro la spedizione incontra i Kyber, una strana forma di vita, per metà biologica, per metà cyborg. Né lo xenologo né gli altri componenti della spedizione sono sicuri di cosa siano in realtà i Kyber: sicuramente esistono, ma è per loro difficilissimo dire se sono degli ‘esseri viventi’ a tutti gli effetti. Ben presto nascono i dissidi: Sixkiller, pilota dell’astronave, è pronto a giurare che i Kyber non sono una forma di vita, ma non è dello stesso parere lo xenologo; fra i due inizia una violenta diatriba che a stento gli altri membri dell’equipaggio riescono a contenere nei limiti del civismo. Dopo vari esperimenti di contatto, Keiko riesce ad insegnare ad un cyborg la lingua umana. Il cyborg si rivela subito un ottimo studente: apprende tutto con una facilità straordinaria e nel giro di pochi mesi è in grado di comunicare correttamente con gli esseri umani. Tuttavia quando gli si rivolgono domande circa il suo ‘popolo’, il Kyber si rifiuta di rispondere. All’improvviso, un giorno, il cyborg non si presenta più volontariamente alle lezioni di Lady Keiko; presto viene approntata una spedizione per rintracciare sul pianeta alieno il cyborg. Onogoro è inospitale sotto tutti i punti di vista: dopo una faticosa cerca, finalmente il cyborg viene rintracciato ma sembra esser morto o meglio è sprofondato in una sorta di coma volontario, la Kybertrance. Solo la voce di Lady Keiko riporta in vita alcuni Kyber: tutti conosco la lingua che la linguista aveva insegnato ad uno solo di loro, questo fatto lascia un po’ tutti sconcertati. I Kyber è ormai chiaro che sono in grado di trasmettersi le informazioni. Viene loro spiegato che il pianeta è in procinto di morire, ma i Kyber si dimostrano refrattari ad ascoltare qualsiasi argomentazione: abbandonare il pianeta per loro è una cosa inaudita. Un cyborg strappa un pezzo del suo tessuto biologico e ne fa dono, per così dire, a Sixkiller che disgustato lo getta a terra; Keiko lo raccoglie e come suggeritole dal Kyber prova ad assaggiarlo; il sapore è disgustoso, ma nessun effetto allucinogeno produce nella sua mente e nello spirito. Intanto Andrik Norn è rimasto totalmente rapito dalla cultura dei Kyber e quando si tratta di abbandonare il pianeta Onogoro, dopo aver malamente dato l’addio alla sua amante Keiko, decide di rimanere sul pianeta alieno e condividere il destino dei Kyber. Una volta che il capitano HSI si rende conto che lo xenologo ha abbandonato la Heavenbridge monta su tutte le furie; subito una spedizione parte alla ricerca di Andrik, ma quando lo trovano è ormai un uomo perso. I Kyber stanno officiando il loro rito ‘sacro’: milioni di informazioni vengono trasmesse da un cervello all’altro compreso quello dello xenologo che non regge all’intensità dell’afflusso di dati. A stento Keiko, il capitano HSI e Sixkiller riescono a mettersi in salvo. I Kyber sono convinti di riuscire a controllare la metamorfosi in nova di Dextro, uno dei due soli Onogoro e far si che il loro secondo sole assicuri nuova vita per il pianeta. Non ne sono convinti, ne sono sicuri. Ormai Andrik è perso. La Heavenbridge è pronta ad abbandonare per sempre l’orbita di Onogoro, ma un gruppo di Kyber chiede asilo: dopo molte resistenze, il capitano HSI accorda che alcuni Kyber salgano a bordo, ascolta le loro motivazioni e decide di portarli sulla Terra. L’astronave torna sulla Terra con il suo carico. Durante tutto il viaggio di ritorno i Kyber cadono in un coma tanto profondo che sembra esser proprio la falce oscura della morte. Sulla Terra un Kyber viene sottoposto ad accurati esperimenti scientifici, gli altri vengono esposti come prodotti alieni morti. Gli anni passano e Keiko ha ormai raggiunto una veneranda età e quasi si è dimenticata dei Kyber, ma un giorno un Kyber viene esposto nella sua città: lei va a trovarlo e non può fare a meno di percepire negli occhi dell’alieno della vita. A questo punto le è chiaro che i Kyber non le avevano mentito; in un qualche modo erano riusciti a rimetter in sesto il loro pianeta di origine, quindi la razza Kyber era più che mai viva: “Keiko guardò il Kyber, ma l’alieno non si mosse. Eppure, mentre lei veniva trascinata oltre, le parve che una delle pupille laterali si fosse per un attimo dilatata, e avesse cominciato a brillare, riflettendo le stratificazioni d’oro delle statue del Padiglione. Keiko sarebbe tornata. La promessa, sì, c’era.”

Solo fantascienza dunque?
Sì.
Ma in alcuni casi questi libri di fantascienza offrono alcuni utili spunti per riflettere sulla scienza, sulla politica e la religione e la teogonia, sull’eugenetica. E qualche volta le teorie avanzate dagli scrittori di fantascienza hanno anticipato il futuro, l’oggi che noi viviamo e che cinquant’anni fa pensavamo fosse roba buona solamente per un romanzetto di sci-fi.
 



Nota:  da www.biogiannozzi.splinder.com"
 
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Re: CASI FANTASCIENTIFICI (Voto: 1)
di FrancescoGallo il Giovedì, 29 marzo alle ore 22:12:09
(Info Utente | Invia un Messaggio)
Molto interessante.





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